Giovanni Rapazzini

Giovanni Rapazzini de’ Buzzaccarini ha pubblicato da poco il suo primo libro, un saggio concepito come un poema scientifico in prosa intitolato: “La poesia e il divino, un viaggio alle origini della parola”. Suoi versi sono apparsi su Repubblica, e alcuni blog online.

1
Quando scrivo incontro Dio
immenso come gli universi
minuscolo come un atomo,
immerso nel pistillo di un giglio
minuzioso come una formica.

Vivo in attesa di essere visitato
dalla poesia come un pazzo
aspetta l’infermiera in reparto
e sbatte ali di carne degli occhi
alla vista del camice: perfenazina.

2
Scrivere nell’evo degli ultimi giorni umani
Quando la memoria svanisce dallo spartito
E il ritmo รจ un rito per eremiti del pensiero
Rinchiusi in globi e orbite alle foci delle luci,
come la mente nei diagrammi detti yantra
dove le forme geometriche sono la natura
e il sostegno per la meditazione mistica
che fa presente la compagnia degli spiriti.

Scrivere nell’evo degli ultimi giorni umani
Senza una metrica che non sia traumatica
Incisa sulla pelle della carta e sul respiro
Come le cicatrici di chi sa il peso del sangue
E cammina aprendo visioni nei polmoni
senza temere le contorte tragedie della sorte,
ma avanza in un alveo di forza sovrannaturale
a mettere in rima per te, il cielo con la terra.