Daniele Venturi

Sono Daniele Venturi, nato a Rimini il 02/01/2004. Ho frequentato il Liceo Scientifico A. Serpieri, indirizzo Scienze Applicate, conseguendo la maturità nell’estate del 2023 con 100 e Lode. Attualmente sono matricola della Facoltà di Filosofia all’Università di Bologna e membro del Collegio Superiore di Bologna. Ho iniziato il mio percorso poetico molto presto, grazie alle lezioni tenute dalla poetessa Silvia Bernardi all’interno della scuola elementare Madre Teresa di Calcutta: attraversando gli alti e bassi  dell’adolescenza, ho mantenuto accesa questa passione, anche grazie ai corsi di scrittura creativa tenuti dalla poetessa
Isabella Leardini presso il mio Liceo. In quarta superiore ho vinto la menzione d’onore per la sezione Narrativa dell’edizione 2022 dei Colloqui Fiorentini; lo stesso anno ho vinto il premio di poesia indetto dall’associazione “Amici di Nicco”, che ha portato alla pubblicazione di cinque mie poesie nell’antologia “Un bagliore tremolante si fa strada nel buio del cuore”,
curata dalla Società Editrice Fiorentina. L’anno successivo (2023) ho vinto il premio “Una poesia per la Rinascita”, organizzato da “Rinascita culturale” di San Marino. La stessa estate ho partecipato ai test di ingresso di diverse Scuole d’eccellenza, tra cui la Normale di Pisa, il Giacomo Leopardi di Macerata (in cui mi sono posizionato primo) ed il Collegio Superiore di
Bologna, di cui ora faccio parte. Su invito del poeta Davide Rondoni, conosciuto alla premiazione del concorso di “Amici di Nicco”, ho partecipato come ospite al festival “La poesia è giovane e tosta” a Montalto delle Marche. Quest’anno ho concorso al Premio
Violani-Landi per la sezione “Under 25”, posizionandomi nella rosa dei sette finalisti: ciò mi ha permesso di avvicinarmi al Centro di Poesia Contemporanea di Bologna, di cui ora sono socio. Durante il festival di quest’anno del Centro di Poesia, “Classico Futuro”, ho moderato l’incontro con Giuseppe Conte e ho letto all’evento finale. Come proposito per il prossimo anno accademico, ho intenzione di iscrivermi anche alla Facoltà di Lettere Moderne.

 

Per un amico

Ci piaceva tirare la coda
alle cose grandi, stare a guardare
come impazziscono le bestie.
A volte ci giungeva
comunque
un ruggito, la nostra gabbia
di vita di ragazzi
tentennava, ed allora
si abbassava un momento il capo,
ci si accendeva un’altra sigaretta.
Erano gli attimi in cui il mondo minacciava
di imporsi veramente, di mostrarsi
nudo, al di là delle gioie
di ogni possibile pensiero:
forse era mosca, e non leone,
nulla, e non grandi scoperte
di un nichilismo che in fondo c’era amico.
Ci piaceva tirare la coda
ai sogni, vedere fino a quando
si può giocare coi bordi
dei ricordi.

Si insidia in me un granello,
la tempesta l’ha spinto fin dentro
al mio guscio.

Tocca ora covarlo-
ho l’ossessione di dare ad ogni sasso

che mi entra nella scarpa
mentre vado
il senso di una perla.