Francesco Salvini

Francesco Salvini (Sarzana, 1994), laureando alla Statale di Milano, studia  fisarmonica al Conservatorio G. Puccini della Spezia.
Attivista LGBT+ nell’associazione RAOT – Rete anti omofobia e transfobia (che da tre anni a questa parte promuove lo Spezia Pride), organizza eventi culturali su letteratura, poesia e intersezionalità. Il peso della superficie (Ensemble, 2024) è la sua prima raccolta dopo un lungo silenzio creativo.

Da “Il Peso della Superficie”

*

La vita è stata tutta un rifugiarsi,
lo scatto per trovare la salvezza;
gli attacchi capitano senza logica,
bastano pochi istanti, prima tutto
va bene e subito si mostra strana
la voglia di una tana per la notte
– è facile inciampare quando è buio,
cadere rovinosamente a terra
dunque rannicchiati al sicuro.
                                                         Capita
che il gesto sia persino guardar dentro,
frugare nel barattolo, affacciarsi
sul fondo cieco dello sgabuzzino.
La notte sa colare quando vuole
sulle cose, coprirle con lo sguardo
per liberare un nome e la vergogna;
la fuga a volte significa solo
prendere esempio, farsi portar sotto
dal peso per non visto veder tutto.

*

Sui giornali la solita polemica
in prima pagina, accanto agli sbarchi;
tagliano ancora gli alberi, è uno scandalo
contando il poco verde rimanente
in città. Eppure risulta difficile
poterli controllare senza dare
un taglio netto, è di certo un errore
estetico mutato in invasione
di frasche che tormentano il passaggio.
Le discussioni sopra si susseguono,
senti il marasma? La gente sentenzia
sulle testate, si discute ai bar,
arriveranno ad un nulla di fatto;
di un albero potrai tagliare i rami
ma le radici andranno avanti a crescere
sotto, nel nudo corpo della terra
che non riceve «La Nazione» o «Il Fatto».