Beatrice Motta
La fame
Distrattamente, sposto una ciocca
dietro l’orecchio sinistro,
ma il destro
è il tuo preferito,
il destro
leggermente mangiucchiato
nella parte finale del lobo.
Il destro perché è diverso dagli altri,
un po’ come me, dici.
Preferisci le mie orecchie agli occhi,
perché si cibano
dei tuoi discorsi.
E ami le mie labbra, portatrici
di pensieri inediti, conditi
di così tanto del mondo.
E assaggi ogni mia parola,
la gusti e ne vuoi sempre di più,
affamato, bramoso di qualsiasi cosa
di nuovo
possa nascere da me.
Così, non abbiamo mai sofferto
la fame.
Bimba
Ho sognato che mi chiamavi bimba,
allora ho pianto
aspettando che mi dessi il latte,
ti ho dedicato disegni
affinché li mettessi sul frigo
e ho gattonato
sperando che mi insegnassi a camminare.
Ho sognato che mi chiamavi bimba
e in un letto di scuse
abbiamo fatto l’amore,
macchiati di incesto,
perché subito dopo
ti ho stretto tra le braccia
e ti ho cantato la ninna nanna.
Ho sognato che mi chiamavi bimba
e tu, figlio, volevi essere imboccato,
rimboccato,
accontentato,
e sono diventata madre
a sedici anni
perché la tua ti mancava troppo.
Ho sognato che mi chiamavi bimba
e da brava madre
ti ho reso uomo,
ma ora che ti ho insegnato
a camminare
ho imparato cos’è
l’abbandono
Nata e cresciuta a Catania il 26 ottobre del 2001, porto con me i silenzi della Sicilia, l’Etna impressa negli occhi e la lava nelle vene. Mi appassiono alla scrittura sin dall’ultimo anno delle elementari, la mia professoressa delle scuole medie crede che diventerò una scrittrice, ma io preferisco custodire questo sogno in silenzio. Mi impongo nella scelta del liceo classico, frequento il Liceo Ginnasio Statale “Mario Cutelli e Carmelo Salanitro”. Continuo a scrivere e partecipo a due concorsi: il Premio Artistico Letterario “Ilaria e Lucia” nel 2016 e “Il Mio Bellini” con il Teatro Massimo Bellini di Catania nel 2018, dove ricevo rispettivamente una menzione e il primo premio. Nel mentre coltivo anche la passione per il teatro, frequentando un corso per quattro anni presso il Teatro Erwin Piscator e successivamente il Teatro Holy Tape Studios di Catania, dopo l’esperienza di tre anni alle scuole elementari.
Poi la maturità durante il covid e tanta confusione mi portano ad un’interminabile deviazione di percorso con lo studio di Economia e Gestione Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano. Ma riesco a continuare grazie alla stesura di un blog per un anno, chiamato “Una parola di troppo”.
Il riavvicinamento era necessario: dopo la laurea triennale nel marzo del 2024, decido di intraprendere un percorso di studi di laurea magistrale in Filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano e coltivo l’amore per la scrittura ed il teatro, frequentando MTM Grock Scuola di Teatro. Divisa tra mare e montagna, quel fuoco di senso c’è ancora, ma confido nel fatto che tutto è più chiaro quando scrivo.
